
Autore: Daniel Glattauer
Titolo: La settima onda
Pagine: 191 pagine
Prezzo: € 10,00
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Feltrinelli
“Non tutti sono tagliati per movimenti d’onda leggeri. C’è chi vive la bonaccia come quiete interiore, e chi come eterno ristagno.”
La settima onda è il sequel e compimento della storia epistolare Le ho mai raccontato del vento del Nord, dove in realtà non vi è alcuna lettera, ma un lungo e molto intenso scambio di e-mail. Daniel Glattauer riprende i protagonisti Emmi e Leo e l’impianto resta dialogico/epistolare.
Leo, dopo quasi due anni di comunicazione intensa e costante, decide di interrompere il rapporto con Emmi, ricominciare tutto da capo e trasferirsi a Boston, città dove intraprende una relazione con Pamela.
Emmi è ancora sposata con Bernhard, ma, nonostante questo, non si arrende all’idea di aver perso per sempre Leo e insiste fino a riallacciare i rapporti.
L’autore sfrutta, ancora una volta, la forma del messaggio elettronico per approfondire gli aspetti psicologici dei personaggi senza ricorrere a narrazioni tradizionali e descrizioni classiche. Sono proprio le e-mail e il ritmo serrato basato sui dialoghi a costruire una vera e propria trama.
Il romanzo è un esempio contemporaneo di come le relazioni digitali/epistolari possano riuscire a dare tanto quanto quelle dal vivo, ma anche di quanto possano generare equivoci.
A differenza di Le ho mai raccontato del vento del nord, in questo romanzo l’incontro si compie e l’immaginazione si trova a scontrarsi prepotentemente con la realtà. Se da un lato il mezzo della scrittura e il filtro della casella di posta elettronica favoriscono la comunicazione e l’apertura nell’esternare i sentimenti, dall’altro si perdono i dettagli, le espressioni e tutto ciò che riguarda la sfera della fisicità.
Daniel Glattauer approfondisce come la corrispondenza possa essere cura o illusione e allo stesso tempo quanto l’intimità possa risultare limitata attraverso uno schermo. Con La settima onda, vuole far conoscere l’evoluzione della storia tra Emmi e Leo, conferendogli il degno finale che due personaggi ben costruiti come loro meritavano. Il romanzo fatica a trasmettere la carica emotiva e le sensazioni che lascia Le ho mai raccontato del vento del nord, resta il fatto, però, che per chi ha amato Emmi e Leo è impossibile non leggerlo.
📚🩵
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